THE DARK SIDE OF THE MOON

Sono solo in questa strada bianca. Solo e Libero. Ma questa libertà assomiglia un poco alla morte.(SARTRE)

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lunedì, 28 novembre 2005

Ore 7 e 30 del mattino...

Sole in faccia, bordello di televisione nelle orecchie, campanello della porta....E' giunto il momento di mettere di dormire.

Seguendo il classico rito di ogni mattina, bestemmio mi alzo e mi trascino verso il cesso.Piscio. Sputo. Lascio una chiazza marrone, forse il raffreddore... forse le varie malattie che mi tormentano... oramai non m preoccupa più.

Cerco il rasoio, la schiuma e mi metto davanti allo specchio.

Quando finalmente eccola li...era strano che sta mattina non si manifestasse. Si il mio caro schifo verso tutto....è tornato.

Fermo rimango immobile so che qualsiasi movimento faccio me ne potrei pentire amaramente...

Ho voglia di passare il rasoio sulle vene del polso... ma poi m fermo... Viene voglia t passarlo sui capelli. Rasarli tutti e poi...e poi poi butto via tutto

A fanculo....

Si li dove dovete andare voi...

Voi che uscite di casa contenti, minuscoli uomini, dal mio sesto piano persino la mia sputazza sembra un gigante a confronto vostro.

Avviatevi verso la vostra vita, i vostri buongiorno, i vostri caffè al bar, il vostro giornale di merda, il sorriso al vostro capo, il figlio da prendere a scuola, la benzina che costa troppo, il parcheggio che non si trova, il freddo e tutte queste puttanate.

Quando la smetterete di vivere come se il domani fosse un altro oggi??

Ma un giorno, uno dei vostri tanti oggi.... sentirete un flebile movimento del vestito, e subito dopo verrete strangolati dalle vostre cravatte. E sentirete un piacevole formicolio alla lingua,  e mentre gongolate non vi accorgete che il vostro amato muscolo è diventato un orribile millepiedi ed allora dovrete strapparla a forza... procurandovi un emorraggia tale da farvi morire dissanguati.

E voi donne voi madri che salutate il vostro bamino a scuola noterete un leggero graffio sulla sua guancia. E sotto i vostri occhi esso diverrà prima una ferita poi una pustola... crescendo a dismisura porterà alla cancrena il vostro adorato bambino in meno di 20 secondi, e mentre piangete sul cadavere del vostro infante i vermi richiamati dall'odore di un pranzo novello vi divorerranno le viscere.

E vostro marito nell'andare al bar vedrà un pezzo di carne umana sulla sua strada e  lo eviterà non sapendo che quell'ammasso di carne putrida è tutto ciò che rimane dei suoi cari.

E tu, che dormi nel tuo letto, al caldo senza alcuna preoccupazione. Ti alzerai al freddo in una foresta  nudo. I tuoi testicoli saranno ingrossati e verranno punzonati da spuntoni che si innalzano dal terreno, e dalle loro ferite calerà un acido liquido , un misto di sangue e sperma che sarà veleno per tutti quegli animali che nel passare non potranno fare a meno che assaggiarlo.

Domani cari miei signori perfetti potrebbe succedere tutto questo, potreste trovarvi  in questo stato, ma potrebbe non cambiare nulla. VI piace vivere nella vostra merda... sguazzare nel fango continuate continuate...

Io intanto non m faccio la barba oggi.... Troppo schifo...

Postato da: RogerWaters a 13:46 | link | commenti

mercoledì, 09 novembre 2005

Ho una gran voglia di avvizzire nel vuoto del mio animo, e di bruciare nel calore del tuo sole.

Ho voglia di nascondermi in un angolo e impazzire, ho voglia di essere lucido e non mostrarmi debole

Ho paura di dirti tutto ciò che ti devo dire ormani da anni, ho voglia di vomitarti in faccia tutto.

Ho voglia di bruciare quello che sono, ho voglia di difendere i miei risultati.

Ho voglia di morire, Ho un gran desiderio di tornare a vivere.

Voglio riaprire la cicatrice, voglio smettere di sanguinare.

Voglio odiarti, ma riesco solo ad amarti.

Sento il bisogno di proteggerti da tutto ciò che di brutto mi ha colpito, voglio ucciderti con una mazza chiodata.

Voglio lavorare per te, voglio distruggere quello che sei.

La situazione non è poi cambiata così tanto, a parte che il tempo m ha tolto il mio vero sostegno quotidiano, la dannazione aveva la sua pace almeno il suo momento di quiete, ora quel momento di quiete è lontanto, in un certo qual modo t sei appropiata anche di quello.... ridammi quel me stesso libero che mi hai rubato ti prego....

 

Postato da: RogerWaters a 19:35 | link | commenti (1)

domenica, 06 novembre 2005

Nebbia.

Fitta nebbia.

Costeggio un muro, ho paura ad andare avanti. Non riesco a vedere oltre il mio naso.

Avanzo, con prudenza portando avanti le mani come un sonnambulo nel cuore della notte.

Alle mie spalle all'improvviso sul lato destro, si materializza un volto. Scavato, giallastro vuolto, mi guarda, sputa e svanisce.

Proseguo, cambio strada.

Cerco di trovare una via. Ma la nebbia si infittisce. Sempre minore la visibilita. Oramai mi sento io stesso parte della nebbia.

Urla disumane scuotono il silenzio. Voci provenienti dalla mia sinistra. Urla che vengono piano piano soffocate.

Ignoro e proseguo.

La strada inzia a salire, o forse il mio incedere si fa più pesante. Non riesco più a distiguere i contorni visivi.

Mi sento immerso in una plumbea nube di una giornata piovosa.

Procedo... la curiosità e la paura si ostacolano.

Un vetro si rompe... cadono delle schegge, qualcuna arriva sulle mie spalle... la sento ma naturalmente non la vedo.

Scuoto un pò la maglia per togliere i residui di vetro. Procedo....

Il suolo inizia a cambiare consistenza...

Il ruvido asfalto sembra essersi trasformato in terriccio bagnato.

In un primo momento credo di esser finito in una strada sterrata... ma andando avanti mi accorgo di camminare su un liquido... forse sono finito dentro un torrente.

Cerco di trovare un modo per uscire da questo torrente... ma non trovo via d'uscita... nemmeno tornando indietro...

Sono costretto a proseguire immerso nell'acqua nella nebbia...

Inizio ad innervosirmi, comincio anche a correre per dimenarmi... per fuggire... per trovare un riparo... per capire cos'è successo...

Corro inciampo cado... forse mi sono tagliato... forse sanguino... ma non lo posso vedere posso solo avvertire il bruciore...

Una luce all'orizzonte... che si fa sempre più vicina.

Corro verso la luce...mi sto avvicinando... forse forse...

Improvvisamente un fulmine squarcia la nebbia... Un volto davanti ai miei occhi, un volto noto... subito dopo... una coltellata violenta alla schiena... cado... perdo... mi accascio nel torrente... un torrente nel quale scorre solo sangue....

Non vedo più il volto ... non capisco chi m ha colpito... Tento di strisciare verso la luce... ma dalla luce.. escono i corvi... che si avventano sul mio corpo...

Dilaniato, cerco di fuggire... I miei sfozi sono vani.. e così anche il mio sangue inzia a mescolarsi con l'altro sangue e scorre giù per il torrente.

 

Postato da: RogerWaters a 18:54 | link | commenti (2)

 

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